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Le coppie che non hanno consumato il matrimonio possono divorziare immediatamente senza chiedere prima la separazione.

Sembra davvero che l’intimità non sia opzionale nella vita – o meglio, nella qualità di vita – della coppia.

Il divorzio, in caso di assenza di rapporti sessuali, è immediato, senza passare dall’intermediazione temporale della separazione. Si tratta infatti dell’unica ipotesi, oltre a quella in cui il marito o la moglie abbiano rettificato il proprio sesso, in cui non è necessario restare separati per un determinato periodo di tempo prima che siano formalmente dichiarati cessati gli effetti civili del matrimonio.

Non rileva in alcun modo, invece, la ragione della mancanza di rapporti sessuali nella coppia, ovvero se essa sia derivata da malattie o altre motivazioni, oppure se sia connessa a questioni psicologiche o emotive o alla libera scelta dei coniugi.

La previsione positiva dell’inconsumazione quale causa di divorzio acquista rilevanza in quanto espressione dell’assenza di una comunione di vita tra coniugi. Il fatto oggettivo dell’inconsumazione sussiste in mancanza di una realizzata ed operante “intesa sessuale”, ovvero laddove la sessualità di ciascuno dei coniugi non ha avuto modo di trovare adeguata espressione nell’ambito del rapporto di coppia, ovvero non ha avuto modo di coniugarsi con le aspettative erotico – sessuali dell’altro coniuge.

É assai improbabile che il tentativo di un rapporto naufragato sia avvenuto in presenza di testimoni, per cui è pressoché impossibile valersi di un “testimone oculare”, quindi come provare l’inconsumazione?

E’ plausibile che vi siano dei testi de relato che hanno quindi conoscenza indiretta dei problemi della coppia. Una prova scientifica, mentre, può essere data, dalla dimostrazione clinica dell’impotenza alla penetrazione del marito che va tenuta distinta dall’infertilità. Mentre lato donna la prova è maggiormente difficoltosa, ove l’unica prova scientifica inconfutabile dell’assenza di rapporti è la verifica dell’illibatezza della donna, che però presuppone che non vi siano state in precedenza altre esperienze sessuali, circostanza che deve essere contestualizzata nella società odierna.

Non bisogna peraltro sottovalutare il caso in cui la coppia, che prima del matrimonio aveva una vita sessuale pressoché regolare, nelle immediatezze del matrimonio abbia cessato di avere ogni forma di relazione fisica, caso in cui l’impossibilità attiene per lo più alla sfera psichica.

Resta ferma la possibilità che il ricorso venga redatto su domanda congiunta, nel qual caso entrambe le parti potranno in misura concorde confermare l’assenza di un’intesa sessuale di coppia.

In presenza dei presupposti esaminati il Giudice potrà scioglierne gli effetti civili del matrimonio. L’unione rimane invece valida davanti sul piano religioso/canonico, qualora il matrimonio sia anche religioso; in tale ipotesi, quindi, si dovrà ricorrere all’intervento della Sacra Rota per l’annullamento postumo.

Avv. Walter Massara
Avv. Ruggiero Gorgoglione
Team WR & Partners – Milano, Italia Avvocati
Tel: 327.0758546